In questo periodo, passeggiando nei dintorni di Pizarra, si incontrano molte persone intente a raccogliere olive.

Qui, nella Valle del Guadalhorce, circondata dalla Sierra de la Nieve, troviamo l’Aloreña, un’oliva da tavola, l’unica in Spagna ad avere, dal 2008, la Denominazione di Origine Protetta (DOP). Inoltre, come tutti i prodotti tipici della provincia di Malaga ha il marchio “Sabor a Málaga”, un’etichetta creata per riunire sotto un’unica immagine tutti i prodotti di maggior qualità e caratteristici di questo territorio, in modo che siano facilmente riconoscibili dai consumatori (saboramalaga.es). Anche SlowFood ne parla nel suo sito.

In Spagna, la coltivazione delle olive, fu introdotta dai Fenici, grandi navigatori e commercianti, però furono successivamente i Romani e gli Arabi a trarne il miglior rendimento.

Il clima mediterraneo del sud della Spagna, caldo e secco per la maggior parte dell’anno, è perfetto per questa tipo di coltivazione.

Quest’anno la prima raccolta delle olive, il “verdeo”, è iniziato Il 21 settembre, ma, complice un caldo che si è protratto più a lungo, la maggior parte del lavoro si è concentrato tra la fine di Ottobre e Novembre.

Secondo la tradizione, per capire quando le olive sono pronte per essere raccolte, si devono tagliare a metà e il seme si deve staccare. Una delle caratteristiche principali di questo tipo di oliva infatti è il “seme fluttuante”, un seme, che a differenze delle comuni olive si stacca facilmente dalla polpa. Inoltre anche la proporzione polpa-seme è differente dove la polpa è in quantità maggiore e questo permette successivamente di condirle e conservarle secondo il modo tipico della zona aggiungendo diversi aromi alla salamoia.

La raccolta viene effettuata a mano e i frutti vengono depositati in cesti, coperti con teli.

In seguito le olive vengono schiacciate, in modo che si aprano un poco e messe in salamoia, una miscela di acqua e sale. Anche per questa preparazione si segue un’usanza tradizionale ossia quella della “prova dell’uovo”: si mette un uovo in un recipiente con acqua e sale e si aggiunge quest’ultimo fino a quando l’uovo non galleggia.

Questo particolare tipo di olive non necessitano del lavaggio con soda caustica, in quanto contengono una bassa percentuale di oleuropeina, la sostanza che le dà il sapore amaro.

Già dopo tre giorni in salamoia possono essere consumate o, come accennavo prima, si possono aggiungere aglio, timo, finocchio e peperone rosso, nella conservazione, secondo l’usanza locale.

In questo video (in spagnolo, con sottotitoli) potete vedere la preparazione.

L’oliva Aloreña è dolce, saporita e corposa. La potete trovare solo qua nella nostra valle! Venite ad assaggiarla!

 

Se volete saperne di più date un’occhiata al sito ufficiale!

 

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