La chiesa Unitariana di Kissolymos

 

Secondo la leggenda, i villaggi di Kissolymos (dall’ungherese ‘kicsi sólyom’, piccolo falco) e Nagysolymos (dall’ungherese ‘nagy sólyom’, grande falco) furono fondati da due fratelli. Incapaci di spartirsi le terre, lasciarono la decisione ai loro falchi: gli uccelli del fratello maggiore volarono verso Nagysolymos, mentre quelli del fratello minore verso Kissolymos.

I due villaggi sorgono a circa 7 km dalla cittadina di Cristuru Secuiesc, nel distretto di Harghita in Transilvania.

 

La chiesa Unitariana del villaggio di Kissolymos fu costruita nel 1799, a pochi metri dalla scuola. A quest’epoca risale anche la donazione di un terreno della chiesa agli studenti, con l’idea che fossero loro a prendersi cura degli alberi di mele e a mangiarne i frutti.

L’attuale ministro della chiesa Unitariana, Levente Lőrinczi, ha ripreso questa antica collaborazione, invitando gli studenti di giardinaggio di Cristuru e dei villaggi vicini a trascorrere un weekend a Kissolymos, per fare pratica sugli alberi della chiesa.

 

 

Uno studente pota un albero

 

 

Ci si è presentata l’occasione di unirci ai ragazzi della scuola “Zeyk Domokos” per due giorni e di fare da spettatrici alle loro attività.

Verso metà pomeriggio siamo arrivati nel villaggio e gli studenti si sono diretti verso il giardino della chiesa. L’insegnante ha così cominciato a spiegare loro la maniera corretta di potare gli alberi, facendo una piccola dimostrazione.

Dopo questa prima parte introduttiva abbiamo concluso il pomeriggio cercando di intrattenere i ragazzi con delle attività: comunicare con loro è stato però un problema. I ragazzi parlano ungherese, dato che la regione di Cristuru è prevalentemente ungara.

 

I ragazzi hanno comunque dimostrato interesse nell’includerci e hanno cercato di insegnarci qualche parola o frase nella loro lingua. Abbiamo cenato piacevolmente grazie ad alcune signore del villaggio, che si sono offerte di preparare il cibo e sono state molto gentili nel voler farci sentire a nostro agio. Abbiamo così potuto assaggiare dei piatti “tipici” della zona.

Innanzitutto i sottaceti: sono fondamentali e onnipresenti nella cucina transilvana e romena in generale, soprattutto in autunno e inverno. I piatti principali erano invece a base di patate e carne; in particolare abbiamo assaggiato uno stufato di patate e salsiccia affumicata (“burgonya pürével füstölt kolbászt” in ungherese). Un dolce tipico è invece il “gogosi”, l’equivalente del bombolone italiano.

La mattina seguente ci siamo spostati nei giardini per l’effettiva potatura degli alberi di mele. I ragazzi hanno lavorato in gruppo, supervisionati dal maestro, e hanno cercato di ripagare la chiesa per l’ospitalità offerta.

Grazie alla collaborazione con la chiesa di Kissolymos hanno trovato un luogo adatto dove praticare ciò che imparano a scuola, attività che il maestro reputa fondamentale.

 

 

Autori: Eleonora Chelazzi, Francesca Silvestri, Cristina Vasile

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