Durante il weekend del 2 e 3 febbraio il Carnevale é stato il protagonista nella cittadina di Pizarra e nelle sue frazioni di Zalea e Cerralba. In questi giorni i tre paesi sono stati invasi da musiche e colori e i suoi abitanti sono stati coinvolti nella creazione di vestiti di Carnevale ispirati a maschere classiche o totalmente originali.

La festa inizia con la degustazione in piazza di una cioccolata calda accompagnata da i “churros”, le famose frittelle di pasta tipiche della Spagna.

La sflilata parte dalla piazza della Cultura e attraversa tutto il paese, oltre al carro principale che guida il corteo, molti abitanti pizarreñi hanno sfoggiato bellissimi e coloratissimi vestiti di Carnevale: dalle piú classiche, come quelle veneziane, a quelle piú esuberanti come le lavatrici o il black friday.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La scuola di calcio, con i suoi giocatori e giocatrici e le rispettive famiglie, ha rappresentato il celebre cartone “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Oltre ad una giovane madre che rappresenta Alice e ad un ragazzo vestito da Regina di Cuori – come omaggio all’uguaglianza di genere – gli altri componenti del gruppo indossano il costume delle Carte di Cuori, i famosi soldati della Regina, avendo cura di unire le lance per creare un passaggio ogni qual volta il corteo si ferma e quest’ultima ha la necessità di passare.

Ció che più mi ha colpito di questo Carnevale é stata la particolare attenzione che molti gruppi hanno tenuto per i temi sociali dell’uguaglianza di genere, della violenza sulle donne e del reciproco rispetto.

Oltre al giá citato gruppo di  “Alice del Paese delle Meraviglie”, é opportuno ponere attenzione al gruppo delle “BRUJAS SÓRICAS”, le “Streghe” femministe. A tal proposito ho incontrato Ana Hevilla e Maria José Subires, due tra le partecipanti del progetto, per farmi raccontare di più.

 

 

Organizzato dal gruppo “Espacio Sórico” che coinvolge diverse associazioni delle zone rurali di Málaga,  “l’idea nasce dal mito che le streghe siano brutte e cattive – mi spiega Ana – quando in realtà il significato della parola  é <donna con potere>”. Questo mi richiama alla memoria le anziane signore del Salento le quali, senza alcuna formazione medica, avevano abilità curative.

“Il nostro intento – continua Ana – é di dar valore a quelle donne che nel passato hanno voluto costruirsi la propia vita e non accettare quello che gli veniva imposto, da quel momento vi é stato un forte cambio del significato della parola <strega>, che da termine valoroso diventa insulto”.

“Il messaggio che vogliamo trasmettere é che siamo donne “potenti” e vogliamo spazzare con la nostra scopa il sistema patrialcale e di differenza sociale tra uomo e donna con cui ogni giorno ci scontriamo nel nostro cammino: la differenzia di salario, l’hypersensualizzazione dell’infanzia, il mobbing sul lavoro e tanti esempi di micro-maschilismo a cui facciamo fronte ogni giorno”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Siamo un gruppo di donne femministe – aggiunge Maria José – e ci incontriamo con l’obiettivo di creare uno spazio dove possiamo formarci e sostenerci a vicenda. Tra le attività di questo progetto é nata la necesita di vestirsi da streghe oltre che per divertirci, anche per continuare a lavorare per l’uguaglianza di genere in un momento allegro e spensierato come il Carnevale”.

Questa iniziativa delle “Streghe della Valle del Guadalhorce” si coloca benissimo all’interno dell’iniziativa della provincia di Malaga contro la violenza sulle donne a cui ha aderito anche il comune di Pizarra, con le sue frazioni di Zalea e Cerralba, attraverso la collocazione di speciali cartelli stradali di sensibilizzazione.

 

 

Alla fine della serata “Alice nel paese delle meraviglie” vince il concorso comunale come miglior maschera però, a mio avviso, tutta la comunità pizarreña e della Valle del Guadahlorce ha vinto per la particolare attenzione alle tematiche sociali e all’utilizzo di una festa come il Carnevale per sensibilizzare con il sorriso ed allegria.

La serata continua con le “Murgas” di Malaga, un gruppo musicale satirico típico della cultura andalusa che, in particolare durante il periodo di carnevale, si traveste da vari personaggi, componendo e interpretando canzoni originali che affrontano i vari temi della società andalusa e spagnola.

 

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